Powered by
Seo Raffaello
Posizionamento Google

Seo Guida - Google sandbox


Guida posizionamento > Articoli > Google sandbox

La Sandbox di Google

Definire con chiarezza cosa sia la Sandbox di Google non è una cosa semplice. Alcuni ritengono che si tratti di una teoria non verificata, altri parlano di "purgatorio" virtuale, alcuni si chiedono addirittura se non si tratti di pura invenzione.

Dal glossario dei motori di ricerca si legge la seguente definizione:
http://www.glossario-motori-ricerca.com/glossario-motori/glossario-s.html

Sandbox Periodo iniziale di una pagina nei risultati di ricerca nel quale la pagina o l'intero sito prevede un periodo di latenza nel quale il posizionamento (ranking) non è perfettamente performante. Dopo un certo periodo di valutazione da parte degli spider di google la pagina acquisisce una certa rilevanza e posizionamento all'interno della SERP.

La parola "Sandbox" ha fatto il suo ingresso negli ambienti del Search Engine Optimization a partire dal marzo 2004. Questa data riporta alla mente due aggiornamenti dell'algoritmo di Google, il "Florida" e l' "Austin", a seguito dei quali cominciarono ad essere avvertiti i primi cambiamenti significativi per quanto riguardava l'acquisizione di ranking da parte dei nuovi siti.

La definizione di Sanbox apparve circa un anno più tardi, nell'Aprile 2005. Google aggiornò nuovamente l'algoritmo (questa volta l'aggiornamento venne sagacemente denominato "Allegra"!) e nel mondo dei SEO cominciarono a farsi strada grandi preoccupazioni.

Non si può dar torto a quanti affermano che l'esistenza di una Sandbox di Google non sia mai stati attestata o ufficializzata. Rimane il fatto, tuttavia, che molti esperti del settore hanno avuto modo di avvertirne gli effetti. Inoltre, esiste in Internet una vera e propria "letteratura della Sandbox", tutta una serie di supposizioni ed argomentazioni sviluppatesi a seguito di appurate esperienze sul campo.

Il problema riguarda soprattutto i siti nuovi che aspirano ad una indicizzazione a mezzo di parole chiave competitive. È come se Google sottoponesse i nuovi siti ad un periodo di prova, una sorta di esame d'ammissione per poter comparire tra i risultati forniti all'utente dal Motore di Ricerca.

Molti affermano, con cognizione di causa, che la creazione di questo filtro abbia come fine ultimo quello di bloccare l'azione dei siti nati con l'intento di fare spamming, ottimizzazione forzata con lo scopo di raggiungere livelli di ranking molto alti. (Per approfondire il concetto di Ranking clicca qui).

C'è anche chi parla, però, di "Aging Delay" o "Dilatazione temporale". A partire dal marzo 2004, infatti, sembra che i nuovi siti debbano attendere dai 6 ai 9 mesi per poter comparire tra i risultati del Searcher. È stato osservato che i siti più penalizzati sono quelli che presentano, da subito, un numero elevato di link. Google, dunque, penalizza quei siti che "riescono" ad ottenere moltissimi link in pochissimo tempo. Lo stesso sembra verificarsi per i contenuti: troppi contenuti, tutti insieme, sembrano destare qualche sospetto…

Come dar torto a Scottie Claiborne quando afferma:
http://www.searchengineguide.com/claiborne/2005/0117_sc1.html

"My own theory is that the age factor for new sites is Google's answer to mini-networks and other multi-site strategies intended to artificially inflate link popularity. Many people divide what should be a single site into multiple sites in order to capitalize on the links that are exchanged between them. Others build a series of small sites that are only designed to add link popularity to the main site."

Segue uscire dalla Sandbox di Google